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Edificio Mulino Pacifico

Solot e il Mulino

A partire dal 2005, l’edificio è stato concesso in utilizzo alla Compagnia Solot, in virtù di un patrocinio del Comune di Benevento per attività laboratoriali e culturali.
Da allora la Solot ha promosso al suo interno ed incrementato numerose iniziative ed eventi, allestendo uno spazio teatrale, capace di soddisfare le esigenze logistiche di spettacoli, concerti, cinema d’essay, convegni, destinati ad un pubblico sempre più folto ed esigente.

Dal carattere storico

Nel famoso libro del Meomartini “I monumenti e le opere d’arte della città di Benevento” quando l’autore descrive il ponte Leproso o “Lebbroso” cita:

“La pila 8, l’unica delle antiche che sia rimasta quasi intatta, oggi fa da testata destra; ma nell’epoca romana seguivano ad essa, divise dalla pila 11, altre due arcate, 9 + 10 e 12 + 13, a completare le cinque di cui si componeva il ponte. In seguito della concessione fatta da Landolfo VI a Dacomario, essendosi addossati i mulini al ponte, con opere di arginazione e con piantagioni furono allontanate le acque dalla sponda destra, e costrette a fluire nell’angusto e deforme letto. Ebbero da ciò origine la erosione incessante della sponda sinistra ed il bisogno della costruzione della arcata numero 1. Così il pioppeto olim Pacca (originariamente il Mulino Pacifico apparteneva alla famiglia Pacca) ed il canale di carica del mulino omonimo hanno preso il posto di una gran parte dell’alveo antico del fiume, con disdoro e pregiudizio del nostro monumento (…).”

Il ponte Leproso

Il Mulino Pacifico è sito alla via Appio Claudio del Comune di Benevento (zona Santa Clementina). La costruzione, che vede probabilmente le sue origini attorno ai primi anni 1000, è addossata ad uno dei più famosi monumenti della città sannita: il ponte detto “Leproso”.

Tavola XLI estratta dal libro “I monumenti e le opere d’arte della città di Benevento”
Tavola XLI estratta dal libro “I monumenti e le opere d’arte della città di Benevento”
Tavola XL estratta dal libro “I monumenti e le opere d’arte della città di Benevento”
Tavola XL estratta dal libro “I monumenti e le opere d’arte della città di Benevento”

Detto ponte si trova nella parte Nord Ovest della città sannita e molto probabilmente era sito lungo il percorso dell’antichissima via Appia, strada che partiva da Roma e giungeva a Brindisi passando per l’appunto attraverso Benevento.

Le origini del fabbricato

Se il rapporto tra il principe Landolfo VI e il rettore della città Dacomario risale attorno all’anno 1071 (anno di un diploma di cessione) ne consegue che l’origine del fabbricato in oggetto è da ascrivere in quel periodo. Originariamente il mulino sormontava un tratto del fiume. Per l’intera città, attraversata da due fiumi, i mulini erano fabbricati strategici per l’economia generale. Il fabbricato nel suo complesso ha conservato l’antico sviluppo planimetrico composto da un corpo centrale a pianta rettangolare (di circa 180,00 mq) che collega due corpi laterali dalla forma poligonale a sette lati (di circa 125,00 mq cadauno).

Il Mulino oggi

Attualmente i vani laterali sono utilizzati rispettivamente come sala teatrale e laboratorio teatrale mentre l’ambiente centrale, in parte soppalcato, è utilizzato come atrio e accoglienza spettatori. Nella parte inferiore del soppalco, con accesso diretto dall’atrio, vi sono i servizi igienici con un piccolo deposito e un unico ambiente di circa 24,00 mq destinato ad ufficio e attività varie.

Dettaglio logo del Mulino
entrata mulino

L’intero edificio ha l’affaccio principale (Sud/Est) verso un giardino pertinenziale, la parte retrostante (Nord/Ovest) prospetta su via Ponte Leproso e i prospetti laterali rispettivamente su via Appio Claudio (Nord/Est) e verso il fiume Sabato. Nelle adiacenze si trovano il Teatro Romano e l’antico insediamento sannitico di Cellarulo, di assoluto interesse archeologico e turistico.

Cum Grano Salis

Con il progetto Cum Grano Salis, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, vincitore dell’avviso pubblico del 30 ottobre 2012 “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”, la Solot ha avuto modo ulteriormente di rivalorizzare la struttura attraverso un programma di attività artistico-culturali rivolte prevalentemente a giovani under 35.
Il progetto ha permesso alla compagine di consolidare il suo ruolo di riferimento culturale/teatrale in ambito regionale e di ripristinare l’ambiente interno ed esterno del Mulino Pacifico. La cooperativa, in virtù della recente aggiudicazione definitiva dello spazio del Mulino Pacifico (Determinazione dirigenziale n. 282 del 12/12/2018), coerentemente con quanto previsto dal bando di gara, effettuerà un rilevante investimento economico per l’adeguamento normativo in materia di antincendio e sicurezza della struttura e, contestualmente, la valorizzazione dello stabile.
Tale valorizzazione seguirà due direttrici:
• ripristino, riqualificazione e ristrutturazione dello stabile;
• potenziamento della programmazione culturale.

Nuovo Teatro

I lavori per la riqualificazione della struttura hanno già visto l’allestimento di una sala teatrale di circa 150 posti a sedere, provvista di un palco che risponde a tutti i requisiti normativi e operativi per spettacoli teatrali, musicali e di danza (lavori effettuati a totale carico della Solot). La fase immediatamente successiva prevede l’allestimento di una sala prove, camerini, bagni – strutture necessarie per un corretto svolgimento delle attività già poste in essere – e, contestualmente, dei lavori riguardanti l’impianto antincendio e le relative strumentazioni a corredo.

poltrone mulino
teatro

L’autosufficienza energetica è l’obiettivo finale di progetto per distinguerci come esperimento di connubio tra la cultura della mente e quella dell’ambiente. Non si tratta solo di un modo per tagliare i costi di esercizio, ma anche di un’icona etica, in quanto “aggiornamento”, a valori ed istanze odierne, di un edificio storico come motore di sviluppo sociale e culturale, nel cuore della città.
Ad annullare consumi energetici ed emissioni risulterebbero indispensabili un elevato grado d’isolamento dell’involucro edilizio e un capillare sistema di ventilazione meccanica controllata, tali da minimizzare le dispersioni per trasmissione e ventilazione.

L’attività teatrale

Nel frattempo si è potenziata una programmazione che risponda ai bisogni sociali individuati sul territorio, andandoli a colmare ove possibile. Motivo per il quale tra gli obiettivi dei laboratori teatrali realizzati vi è in primis il consolidamento delle politiche di integrazione di quelle fasce di popolazione in situazione di più forte precarietà; a tal proposito le iniziative già poste in essere riguardano, in particolar modo, attività teatrali pedagogiche complementari rivolte a bambini con difficoltà relazionali e handicap psichici.

Le stagioni teatrali hanno visto, negli anni, la partecipazione di artisti di conclamata fama quali: Ugo Gregoretti, Gabriele Vacis, Giulio Baffi, Mimmo Borrelli, Luca Aquino, Alessandro Preziosi, Fabrizio Falco e tanti altri che hanno dato, con la loro presenza, un contributo artistico di grande spessore alla programmazione.

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