LUCI DELLA CITTA’

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LUCI DELLA CITTA’

Scheda artistica

“Luci della città. Stefano Cucchi” è uno spettacolo che nasce nel 2013 e che prova a rivivere emotivamente, più che raccontare, le ultime ore di un ragazzo di 31 anni in custodia cautelare.

Abbiamo immaginato Stefano nelle ore che hanno preceduto la sua morte solitaria, dopo una lunga fase di ricerca di informazioni e dopo confronti diretti con Giovanni e Rita, i genitori di Stefano.

L’obbiettivo artistico era ed è quello di dare una dignità poetica ad una vicenda che di poetico non ha nulla. L’obbiettivo politico era ed è quello di non tacere di fronte ad ingiustizie che si trasformano in tragedia.

Una tragedia teatralmente contemporanea che volutamente rimane scarna, essenziale, agile, pronta ad essere rappresentata sempre, in ogni luogo.

Una messa in scena in cui il teatro solo apparentemente fa un passo indietro, affidando tutto il portato comunicativo ad un’attrice in un dialogo costante e dichiarato con la regia, in un rapporto con il pubblico sempre frontale, diretto ed onesto. Disarmato e disarmante. Più che a un risultato, si assiste al tentativo di costruire uno spettacolo, fallendo ad ogni tentativo, proprio come farebbe un clown. Per questo la presenza in scena di Charlot, il personaggio a cui Charlie Chaplin ha affidato il ruolo di tutti gli ultimi della società, e che nel film “Luci della città” affronta in un incontro di boxe un avversario troppo più forte di lui. Quel tentativo fallito sul quadrato di un ring diventa il fallimento di un’intera società nel quadrato della cella in cui Stefano è stato picchiato a morte, nel quadrato della stanza d’ospedale in cui secondo i medici “Stefano si è spento”, quel quadrato che è sempre, in fondo, il perimetro dello spazio scenico. Quei pochi metri in cui la vita di un ragazzo che abbiamo imparato a conoscere solo quando già non c’era più, attraverso la cronaca e le manifestazioni, solo a causa della sua ingiusta e feroce morte, può trovare lo spazio di una richiesta elementare: quella di avere verità e giustizia.

Il finale viene riscritto ogni volta che lo spettacolo va in scena, e che oggi apre una nuova questione: la proposta del governo di abolire il reato di tortura., che proprio il “caso Cucchi” aveva fortemente spinto ad introdurre nel nostro Codice Penale.

A tutte le vite spezzate, a tutte le storie sbagliate.

Teatro

con Francesca De Nicolais

di Pino Carbone e Francesca De Nicolais

regia Pino Carbone

produzione Progetto Nichel Premio ByPass 2014

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Prezzo

Euro 15. ACQUISTA BIGLIETTO

Per info, contattare +39 338 145 76 88

Data

Venerdì 22 gennaio 2026

Ore 20.30

Luogo

Teatro Mulino Pacifico. Via Appio Claudio 17 (BN)

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