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SPIRITICCHIO i fiori di Aldo Moro

Scheda artistica
Raccontare il vuoto, l’attesa di un popolo attraverso un Fioraio che quel giorno non c’è -Stato- e invece avrebbe dovuto esserci a occupare quell’unico spazio, in via Fani, dove l’automobile di Moro è stata incastrata dai suoi rapitori. Gli occhi del Fioraio – Antonio Spiriticchio – sono occhi ingenui che non riescono a capire esattamente cosa stia accadendo, e quali “segreti” possano celarsi dietro questo accaduto.
Intercettiamo Antonio, uno/due giorni dopo il rapimento di moro, lo vediamo eseguire il suo lavoro trai i fiori che porta ogni giorni in quel posto, gli spettatori, come passanti o come anime mute, ascoltano il punto di vista di un uomo “semplice”, che a modo suo, come gran parte degli italiani, aveva un legame affettivo con il Presidente Aldo Moro, “Lo conosceva” perché lui, il presidente, comprava i fiori per la moglie e la figlia. Per riempire il vuoto lasciato, ricolmarlo della presenza dello stato -Spiriticchio- ascolterà la radio, leggerà articoli di giornali, ma soprattutto racconterà l’accaduto attraverso il linguaggio e il simbolismo dei fiori, ci farà vedere e sentire il profumo che hanno dentro le persone in basa alla tipologia di fiori acquistati, egli riempie di fiori lo spazio, fiori che come una premonizione erano sempre stati li e resteranno ancora per molto come monito su una delle vicende più controverse dello stato Italiano. “Forse sono I morti che donano fiori ai vivi?”
Data
Venerdì 6 dicembre 2024 Ore 20.30
Luogo
Teatro Mulino Pacifico. Via Appio Claudio 17 (BN)
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